
Un viaggio tra l’epica di Battlestar Galactica e Foundation, il realismo di The Expanse, le distopie di The Man in the High Castle e le sfide mentali di Altered Carbon e Il problema dei tre corpi.
For All Mankind ha ridefinito un modo molto preciso di fare fantascienza: niente alieni, niente salti quantici, niente futuri lontani. La serie Apple immagina un mondo alternativo in cui la corsa allo spazio non si è mai fermata, e lo fa con una cura quasi documentaristica per la politica, la tecnologia e soprattutto per l’elemento umano. Se ti affascina questa miscela di realismo, tensione geopolitica, emozione e “what if” credibile, ci sono altre serie che parlano la stessa lingua, ognuna con un accento diverso, ma tutte perfette per chi ama una sci‑fi che non perde mai di vista l’umanità.
Battlestar Galactica

Iniziamo con Battlestar Galactica, remake della serie tv Galactica del 1978 creata da Glen A. Larson subito dopo il successo di Guerre Stellari, seguita da un breve sequel nel 1980 (Galactica 1980). Nel 2003 Ronald D. Moore e David Eick svilupparono la miniserie televisiva Battlestar Galactica, trasmessa su Sky 1 e Sci-Fi Channel. Il successo della miniserie permise la produzione di una serie televisiva omonima, costituita da quattro stagioni, trasmessa dal 2004 al 2009.

In Italia Battlestar Galactica è stata trasmessa in prima serata su Rai 4 dal 4 settembre 2009 al 18 giugno 2010. Fanno parte dell’universo di Batlestar Galactica anche i film TV Battlestar Galactica: Razor, Battlestar Galactica: The Plan Battlestar Galactica, Blood & Chrome, serie di webisodi con protagonista un giovane William Adamo, ambientata durante la prima Guerra cylone e Caprica. Tra tutte le serie che possono affascinare chi ha amato For All Mankind, Battlestar Galactica è probabilmente quella che più riesce a unire dramma umano, tensione politica e visione futuristica. Non è solo una storia di sopravvivenza nello spazio: è un trattato sulla natura dell’umanità, sul potere della fede, sulla fragilità delle istituzioni e sul peso delle scelte morali quando il futuro dell’intera specie è appeso a un filo.
Se For All Mankind ti ha affascinato per il suo approccio realistico allo spazio, devi sapere che molto di quel DNA proviene da Battlestar Galactica. Creata dallo stesso showrunner, Ronald D. Moore, la serie ha riscritto le regole della fantascienza televisiva dei primi anni del 2000. Ecco alcune curiosità che rendono questa serie un cult intramontabile: Starbuck e Boomer nella serie originale erano uomini, la scelta di renderli donne nel remake ha creato due figure iconiche e ha aperto la strada a una rappresentazione più complessa e moderna. I Cyloni sono stati progettati per confondere lo spettatore, gli showrunner volevano che il pubblico dubitasse costantemente dell’identità dei personaggi. La domanda chi è davvero umano? è un motore narrativo costante. Il look documentaristico non è casuale: gli operatori di camera erano istruiti a muoversi come se stessero filmando un vero reportage di guerra, con zoom improvvisi e inquadrature instabili. Questo stile è diventato un marchio di fabbrica della serie. Frak è una parola inventata usata in Battlestar Galactica come sostituto di una parolaccia molto comune… È diventata talmente iconica da entrare nel linguaggio dei fan e nella cultura pop.
Battlestar Galactica è ambientato in un lontano sistema stellare, dove una civiltà di umani vive su un gruppo di pianeti noti come le Dodici Colonie . In passato, le Colonie erano state in guerra con una razza androide di loro stessa creazione, nota come Cylons . Con l’aiuto inconsapevole di uno scienziato umano di nome Gaius Baltar , i Cylon lanciano un improvviso attacco furtivo alle Colonie, devastando i pianeti e devastando le loro popolazioni. Su una popolazione numerata in miliardi, sopravvivono solo circa 50.000 umani, la maggior parte dei quali erano a bordo di navi civili che evitavano la distruzione. Di tutta la flotta coloniale, l’omonima Battlestar Galactica sembra essere l’unica nave militare a capitale sopravvissuta all’attacco. Sotto la guida dell’ufficiale della flotta coloniale comandante William “Bill” Adama (Olmos) e ora presidente Laura Roslin (McDonnell), la Galactica e il suo equipaggio assumono il compito di condurre nello spazio la piccola flotta fuggitiva di sopravvissuti alla ricerca di un leggendario tredicesima colonia conosciuta come Terra .
Quattro stagioni caratterizzate da avvincenti colpi di scena accompagnati dalla favolosa colonna sonora Bear McCreary che non perde nel confronto con quella di Star Wars. Una storia dove il bene non è esclusivo di una sola parte ma possiamo trovarlo in entrambe le fazioni, umani e cyloni, che sono vittime e carnefici. Unica pecca il finale affrettato, che ti lascia la sanzione che si poteva fare di più. Per il resto possiamo definirla un capolavoro.
Battlestar Galactica
Space opera militare, politica e filosofica: una delle serie sci‑fi più potenti e umane di sempre.
🎯 A chi è consigliato
Battlestar Galactica è perfetta per chi cerca una serie sci‑fi adulta, densa di politica, etica e tensione emotiva. Ideale per chi ama storie di sopravvivenza nello spazio, conflitti militari, identità ambigue e domande profonde su cosa significhi essere umani in un universo ostile.
- Chi ama la fantascienza militare con forte componente politica
- Chi cerca personaggi complessi, fallibili e moralmente ambigui
- Chi apprezza trame corali con tensione costante e scelte impossibili
- Chi vuole una serie che unisce azione, filosofia e dramma umano
⚖️ Pro e Contro
✔️ Punti di forza
- Cast corale straordinario, con archi di crescita intensi e credibili
- Gestione magistrale di tensione, paranoia e senso di assedio
- Trama politica e militare complessa ma coerente
- Riflessioni potenti su fede, identità, libero arbitrio e ciclicità della storia
- Regia, colonna sonora e atmosfera di livello assoluto
❌ Punti deboli
- Alcune scelte narrative finali possono dividere il pubblico
- Richiede attenzione costante: zero “episodi riempitivo” per staccare
🧿 Verdetto finale
⭐ 10 / 10
Una pietra miliare della fantascienza televisiva: intensa, politica, spirituale e profondamente umana. Una serie che resta addosso, che fa discutere e che merita di essere rivista e studiata.
The Expanse

Dopo aver esplorato il mondo di For All Mankind, con la sua corsa allo spazio reinventata e il suo sguardo intimo sulle conseguenze politiche e umane di un passato diverso viene quasi naturale avvicinarsi a The Expanse, serie tv tratta dall’omonima serie letteraria scritta da Daniel Abraham e Ty Franck sotto lo pseudonimo di James S. A. Corey (i romanzi sono disponibili su Amazon.it). Ricordiamo che le prime tre stagioni di The Expanse sono state trasmesse dalla rete via cavo Syfy che al termine della terza stagione ha cancellato la serie. In seguito alle proteste dei fan e la campagna #SaveTheExpanse (anche io ho partecipato) indirizzata verso Amazon e Netflix per salvare la serie, i i diritti di distribuzione sono stati acquisiti direttamente dal gran capo di Amazon, Jeff Bezos (estimatore dei romanzi di James S. A. Corey). Se volete il video dell’annuncio di Jeff Bezos è disponile su Reddit. In Italia tutte le 6 stagioni (62 episodi in totale) sono disponibili su Prime video.
Se la serie Apple TV+ ci mostra ciò che avremmo potuto diventare, The Expanse ci porta invece nel territorio di ciò che potremmo ancora diventare. Passiamo dalla storia alternativa alla proiezione scientifica, dal sogno di un progresso accelerato alla realtà dura e complessa di un’umanità che ha conquistato il Sistema Solare ma non ha risolto i suoi conflitti interni. The Expanse è considerata la serie sci-fi scientificamente più accurate della TV, infatti molti astronauti e ingegneri aerospaziali l’hanno definita un punto di riferimento per il realismo: le navi sono progettate come strumenti, non come astronavi hollywoodiane, niente suoni nello spazio, manovre basate su fisica reale. La produzione ha costruito interi set inclinabili per simulare la gravità variabile delle navi. Molte scene nello spazio sono state girate con attori sospesi tramite cavi sottilissimi, poi rimossi digitalmente per mantenere il realismo fisico che caratterizza la serie.
Nel XXIV secolo, il sistema solare è stato colonizzato dagli umani e si trova in una situazione di precario equilibrio geopolitico a causa delle tensioni fra la Terra e le ex-colonie marziane, oramai indipendenti sotto il vessillo della Repubblica congressuale marziana, e del degrado sociale in cui sopravvive gran parte della popolazione degli avamposti nella fascia principale degli asteroidi e sui pianeti esterni. In questo difficile contesto, si intrecciano le vicende del detective di polizia Josephus Miller, di stanza su Cerere, a cui viene affidata l’indagine sulla scomparsa di una donna terrestre, Julie Andromeda Mao, e il secondo ufficiale del cargo porta ghiaccio Canterbury, James Holden, inavvertitamente coinvolto in un incidente che rischia di destabilizzare irreversibilmente le relazioni tra Marte e la Terra e innescare un conflitto interplanetario. La terza stagione riprende con la Terra, Marte e la Cintura in guerra per il controllo del Sistema Solare. Nel frattempo l’equipaggio della Rocinante è in missione per aiutare il botanico Praxidike Meng (Terry Chen) a trovare la figlia scomparsa, probabilmente rapita da scienziati collegati allo studio della protomolecola. Invece il marine marziano Bobbie Draper (Frankie Adams) sta lottando per la sopravvivenza sua e di Chrisjen Avasarala (Shohreh Aghdashloo). Non dimentichiamoci che il finale della seconda stagione aveva lasciato molte domande su Venere e gli effetti della collisione con Eros.
The Expanse
Hard sci‑fi politica, realistica e tesa: una delle space opera più credibili e mature degli ultimi anni.
🎯 A chi è consigliato
The Expanse è ideale per chi cerca una fantascienza realistica, politica e profondamente umana. Perfetta per chi ama tensione costante, diplomazia interplanetaria, misteri scientifici e un mondo costruito con rigore quasi documentaristico.
- Chi vuole una sci‑fi credibile, fisica e coerente
- Chi ama conflitti tra fazioni e geopolitica spaziale
- Chi cerca personaggi imperfetti ma straordinariamente umani
- Chi apprezza misteri scientifici e tensione crescente
⚖️ Pro e Contro
✔️ Punti di forza
- World‑building tra i più solidi della fantascienza moderna
- Politica, tensione e realismo fisico impeccabili
- Personaggi complessi e credibili, con archi memorabili
- Ottima gestione del mistero e della minaccia protomolecolare
- Atmosfera unica: dura, sporca, profondamente umana
❌ Punti deboli
- Alcune stagioni hanno ritmo irregolare
- La complessità politica può richiedere attenzione costante
🧿 Verdetto finale
⭐ 9 / 10
Una delle migliori serie sci‑fi contemporanee: rigorosa, politica, intensa e sorprendentemente umana. Un viaggio nello spazio che lascia il segno.
The Man in the High Castle

Senza ogni dubbio The Man in the High Castle è la serie la serie che più di ogni altra condivide con For All Mankind l’anima della storia alternativa. In For All Mankind la domanda è cosa sarebbe successo se i russi fossero arrivati per primi sulla Luna?, qui la premessa è molto più oscura: Cosa sarebbe successo se le potenze dell’Asse avessero vinto la Seconda Guerra Mondiale? Basata sul romanzo di Philip K. Dick, The Man in the High Castle immagina un mondo in cui gli Alleati hanno perso la Seconda Guerra Mondiale e gli Stati Uniti sono stati divisi tra due superpotenze: il Reich Nazista a est e l’Impero Giapponese a ovest. Una distopia elegante, politica, psicologica.
Una serie che non si limita a mostrare un mondo alternativo: lo fa vivere, respirare, soffrire.
Le scenografie delle due timeline sono state girate spesso negli stessi luoghi, modificati digitalmente per mostrare come sarebbe cambiata l’America sotto poteri diversi. Questo ha permesso di mantenere un forte senso di realtà alternativa. La produzione ha dovuto affrontare sfide enormi per le riprese all’aperto. In molte città, l’uso di svastiche e simboli nazisti è regolamentato o vietato; per questo, molti degli edifici monumentali che vedi nella serie sono stati ricostruiti interamente in CGI o modificati digitalmente per evitare problemi legali e sensibilità storiche.
America, 1962. Gli Stati Uniti non esistono più e il loro territorio è stato spartito tra Germania e Giappone: a ovest si trovano gli Stati Giapponesi del Pacifico; a est sorge il Grande Reich Nazista; i due territori sono divisi dagli Stati delle Montagne Rocciose, noti anche come Zona Neutrale. Juliana Crain è una giovane donna che vive a San Francisco insieme al fidanzato Frank. Un giorno, mentre torna a casa, Juliana incontra la sua sorellastra Trudy che le affida la bobina di una pellicola intitolata La cavalletta non si alzerà più, che mostra gli Alleati sconfiggere la Germania e il Giappone. Trudy viene in seguito uccisa dalla polizia giapponese e Juliana frugando tra i suoi effetti personali, scopre che era diretta a Canon City, nello Stato delle Montagne Rocciose. Juliana decide quindi di recarsi a Canon City per scoprire la verità. Joe Blake è un ragazzo di 27 anni che vive a New York. È una spia nazista che lavora per l’Obergruppenführer John Smith. Joe entra in contatto con alcuni membri della resistenza, che gli affidano un carico da trasportare a Canon City; arrivato a destinazione, Joe scopre un vano segreto sotto il camion, nel quale è contenuta una copia de La cavalletta non si alzerà più. Nobusuke Tagomi è il ministro del commercio giapponese che lavora a San Francisco. Preoccupato dalla situazione politica tra Germania e Giappone, Tagomi incontra segretamente l’ufficiale nazista Rudolph Wegener per discutere del futuro dei due Paesi una volta che l’anziano Adolf Hitler sarà morto. Le due potenze si trovano in una pericolosa situazione di tensione, ma Wegener è fermamente convinto che il successore di Hitler non si farà alcuno scrupolo ad usare la bomba atomica contro il Giappone al fine di ottenere il controllo sugli Stati Americani del Pacifico.
The Man in the High Castle è una distopia che non si limita a immaginare un mondo diverso: lo rende credibile, inquietante e sorprendentemente vicino a noi. Una storia alternativa che parla del presente più di quanto sembri, e che si inserisce perfettamente nel percorso delle serie che riscrivono ciò che siamo e ciò che avremmo potuto essere come For All Mankind. Tutte le quattro stagioni di The Man in the High Castle sono disponibili su Prime vide e Netflix.
The Man in the High Castle
Ucronia politica, cupa e inquietante: un mondo alternativo dove la storia è stata riscritta.
🎯 A chi è consigliato
The Man in the High Castle è perfetto per chi ama le ucronie politiche, le distopie mature e le storie che giocano con la storia e la propaganda. Ideale per chi cerca tensione, atmosfera cupa e un mondo alternativo costruito con cura.
- Chi ama le realtà alternative e le riscritture storiche
- Chi cerca una distopia politica adulta e inquietante
- Chi apprezza atmosfere tese e personaggi moralmente ambigui
- Chi vuole una serie che unisce thriller, politica e mistero
⚖️ Pro e Contro
✔️ Punti di forza
- Atmosfera unica, cupa e inquietante
- Ottima costruzione del mondo ucronico
- Temi politici forti e ben trattati
- Ottima tensione narrativa e mistero crescente
- Produzione visiva di altissimo livello
❌ Punti deboli
- Alcune linee narrative risultano irregolari
- Il finale può dividere il pubblico
🧿 Verdetto finale
⭐ 8 / 10
Un’ucronia potente, disturbante e visivamente impeccabile. Imperfetta, ma assolutamente da vedere.
Foundation

Sicuramente Foundation è il passo successivo naturale dopo aver visto For All Mankind. La serie è un libero adattamento del ciclo delle fondazioni data la difficoltà della trasposizione dei romanzi di Isaac Asimov, ma nel corso delle stagioni migliora tanto che la terza si può ben definire quella della svolta. La struttura a salti temporali e la mancanza di un protagonista fisso rendevano l’opera“anti‑televisiva. La serie ha risolto il problema creando archi narrativi continui.

Foundation mantiene alcuni elementi chiave dei romanzi di Asimov, ma allo stesso tempo introduce ampie differenze strutturali, narrative e tematiche. La psicostoria rimane il cuore concettuale della storia, così come la figura di Hari Seldon, che prevede il crollo dell’Impero e crea la Fondazione per preservare la conoscenza. Anche l’idea del declino inevitabile dell’Impero, uno dei temi più iconici del ciclo è costante in Foudation. Le differenze tra la serie i romanzi sono numerose e spesso molto evidenti. Alcuni personaggi sono stravolti, come quello di Gaal Dornick: nei libri è un uomo e ha un ruolo limitato; nella serie è una giovane donna, la vera protagonista. Mentre Eto Demerzel nei romanzi ha le sembianze di un uomo con un ruolo diverso; nella serie diventa una figura chiave, emotivamente complessa e centrale nella politica imperiale. Tra le grandi differenze tra la serie e i romanzi non dobbiamo dimenticare L’Impero genetico dei Cleon totalmente assente nell’opera di Asimov. Ho apprezzato l’idea originale dei tre imperatori clonati Alba, Giorno e Tramonto, un ottimo espediente che aggiunge un arco politico e psicologico molto importante nella narrativa della serie tv.
Il Ciclo delle Fondazioni è una saga letteraria di fantascienza composta da 7 romanzi scritta da Isaac Asimov a partire dal 1951 con la trilogia originale pubblicata, nota come Trilogia della Fondazione. Nel 1982 Asimov realizzò due seguiti ai primi tre romanzi, per concludere con due prequel nel 1988 e nel 1992.
L’intera saga, ordinata secondo la cronologia interna degli eventi, è composta da:
- Preludio alla Fondazione (Prelude to Foundation – 1988)
- Fondazione anno zero (Forward the Foundation – 1993)
- Fondazione o Cronache della galassia o Prima fondazione (Foundation – 1951)
- Fondazione e Impero o Il crollo della galassia centrale (Foundation and Empire – 1952)
- Seconda Fondazione o L’altra faccia della spirale (Second Foundation – 1953)
- L’orlo della Fondazione (Foundation’s Edge – 1982)
Per ricreare mondi diversi senza abusare del green screen, la produzione ha girato in posti incredibili: le Isole Canarie per le scene oceaniche, l’Islanda per i pianeti ghiacciati e Malta per le ambientazioni acquatiche. Le città imperiali sono state create combinando modellini fisici e CGI avanzata. Il team artistico ha lavorato con storici dell’arte per dare all’Impero un’estetica che ricordasse le grandi civiltà del passato, ma proiettata migliaia di anni nel futuro.
Quando il rivoluzionario Dr. Hari Seldon predice l’imminente caduta dell’Impero, lui e una banda di fedeli seguaci si avventurano ai confini della galassia per stabilire la Fondazione, nel tentativo di ricostruire e preservare il futuro della civiltà. Infuriati per le affermazioni di Hari, i Cleon – lunga stirpe di imperatori al potere – temono che il loro controllo sulla galassia possa indebolirsi, minato dal pericolo di perdere per sempre la propria eredità.
Foundation è una visione della fantascienza che non si limita a immaginare il futuro: lo calcola, lo mette in discussione e lo trasforma in mito. Una serie che unisce scienza, destino e potere in un racconto che attraversa secoli, lasciando la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di davvero più grande di noi. Su Apple TV+ sono presenti le prime tre stagioni di Foundation, la produzione della quarta dovrebbe iniziare nei primi mesi del 2026 (le riprese principali sono iniziate proprio a gennaio 2026 a Praga), con un possibile arrivo sulla piattaforma tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Foundation
Fantascienza epica, filosofica e visionaria: un adattamento ambizioso che cresce stagione dopo stagione.
🎯 A chi è consigliato
Foundation è perfetta per chi ama la fantascienza filosofica, i grandi cicli storici e le narrazioni che intrecciano politica, destino e scienza. Ideale per chi cerca un’opera ambiziosa, visivamente spettacolare e ricca di idee.
- Chi ama la fantascienza concettuale e visionaria
- Chi cerca un mondo vasto, complesso e stratificato
- Chi apprezza trame politiche e filosofiche
- Chi vuole una serie che migliora stagione dopo stagione
⚖️ Pro e Contro
✔️ Punti di forza
- Produzione visiva straordinaria
- Concetti filosofici e scientifici affascinanti
- Ottima gestione della dinastia genetica
- World‑building ricco e coerente
- Migliora sensibilmente stagione dopo stagione
❌ Punti deboli
- Ritmo irregolare in alcuni archi narrativi
- Non sempre accessibile per chi cerca azione costante
🧿 Verdetto finale
⭐ 8 / 10
Un’opera ambiziosa e visivamente magnifica. Parte bene, cresce molto e **raggiunge la vera svolta con la terza stagione**, dove tutto prende forma.
Il Problema dei Tre Corpi

Con For All Mankind esploriamo come l’umanità reagisce a un futuro alternativo, mentre con Il Problema dei Tre Corpi esploriamo come reagisce a qualcosa di ancora più radicale: la certezza che non siamo soli, e che non siamo pronti. La serie, ideata dai creatori del Trono di Spade David Benioff e DB Weiss con Alexander Woo, è un adattamento televisivo dalla famosa trilogia dello scrittore cinese Liu Cixin, Il problema dei tre corpi (che da il nome anche alla trilogia, edita in Italia da Mondadori), La materia del cosmo e Nella quarta dimensione. l titolo non è metaforico: descrive un problema reale della meccanica celeste. Tre corpi celesti che interagiscono gravitazionalmente generano un sistema caotico e imprevedibile, proprio come il mondo dei Trisolariani.
Proprio come la serie Apple attraversa i decenni, qui la storia inizia durante la Rivoluzione Culturale cinese degli anni 60 per arrivare ai giorni nostri, mostrando come una singola decisione nel passato possa condannare il futuro dell’umanità. Per rappresentare i mondi del videogioco, la produzione ha usato un motore grafico simile a quelli dei videogame AAA, permettendo di creare ambienti dinamici e fisicamente coerenti. Molte scene sono state previsualizzate in VR per definire la scala degli spazi. Il gioco non è solo un espediente narrativo: è una rappresentazione visiva del caos gravitazionale del sistema alieno. Ogni era del gioco corrisponde a una configurazione instabile dei tre soli.

Nel cast troviamo tre volti storici di Game of Thrones: Liam Cunningham (Davos), John Bradley (Samwell Tarly) e Jonathan Pryce (l’Alto Passero).
Nella Cina della Rivoluzione culturale, un progetto militare segreto invia segnali nello spazio cercando di contattare intelligenze aliene. E ci riesce: il messaggio viene captato però dal pianeta sbagliato, Trisolaris, l’unico superstite di un sistema orbitante attorno a tre soli, dominato da forze gravitazionali caotiche e imprevedibili, che hanno già arso undici mondi.
È quello che i fisici chiamano “problema dei tre corpi”, e i trisolariani sanno che anche il loro destino, prima o poi, sarà di sprofondare nella superficie rovente di uno dei soli. A meno di non trovare una nuova casa.
Un pianeta abitabile, proprio come il nostro. Trisolaris pianifica quindi un’invasione della Terra. Sul Pianeta azzurro, nel frattempo, l’umanità si divide: come accogliere i visitatori dallo spazio? Combattere gli invasori o aiutarli a far piazza pulita di un mondo irrimediabilmente corrotto?
Il Problema dei Tre Corpi è una storia che non si limita a immaginare un primo contatto: lo trasforma in una crisi globale che mette in discussione la scienza, la politica e la stessa idea di umanità. Una serie che sfida la mente e lascia addosso la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di inevitabile, vasto e profondamente inquietante. La seconda Stagione è attualmente in fase di post-produzione avanzata. Netflix ha confermato che la serie coprirà l’intera trilogia di Liu Cixin, con un rilascio previsto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Il Problema dei Tre Corpi
Fantascienza concettuale, inquietante e ambiziosa: un primo contatto che sfida la fisica e l’umanità.
🎯 A chi è consigliato
Il Problema dei Tre Corpi è perfetto per chi ama la fantascienza concettuale, le teorie fisiche estreme e le storie che mettono in crisi la percezione della realtà. Ideale per chi cerca tensione, mistero e un primo contatto diverso da qualsiasi altro.
- Chi ama la sci‑fi che sfida la mente
- Chi cerca misteri scientifici e tensione crescente
- Chi apprezza atmosfere inquietanti e destabilizzanti
- Chi vuole un primo contatto non convenzionale
⚖️ Pro e Contro
✔️ Punti di forza
- Atmosfera unica, inquietante e imprevedibile
- Ottima gestione del mistero e della tensione
- Concetti scientifici affascinanti e ben resi
- Produzione visiva molto curata
- Un primo contatto diverso da qualsiasi altro
❌ Punti deboli
- Alcuni concetti possono risultare ostici
- Ritmo irregolare in alcuni episodi
🧿 Verdetto finale
⭐ 8 / 10
Ambizioso, inquietante e concettualmente potente. Una serie che osa e che lascia domande aperte molto dopo la visione.
Altered Carbon

Chiudiamo questa rassegna dedicata ai fan di For All Mankind con Altered Carbon serie tv originale di Netflix creata da Laeta Kalogridis, basata sul romanzo cyberpunk Bay City (Altered Carbon) di Richard K. Morgan. Se For All Mankind esplora come la tecnologia cambia la storia la serie di Netflix invece narra come la tecnologia cambi l’essenza stessa dell’essere umano. La serie completa, le 2 stagioni più il film d’animazione Resleeved sono disponibili su Netflix.
Purtroppo Altered Carbon è stata cancellata improvvisamente nel 2020 da Netflix dopo solo due stagioni lasciando in sospeso l’adattamento del terzo libro della saga ideata da Richard K. Morgan. Il terzo romanzo della trilogia si intitola Woken Furies (in Italia: Furie Risvegliate) ed è il capitolo più personale e spirituale della saga di Takeshi Kovacs.

La seconda stagione aveva già mostrato un abbassamento del budget, e la prospettiva di una terza, ancora più complessa e space opera non era considerata sostenibile. In più il cambio di Custodia nella seconda stagione, quando il protagonista cambia corpo (come previsto dalla lore della serie) e viene interpretato da Anthony Mackie (il Falcon della Marvel) al posto Joel Kinnaman non era piaciuto molto ai fan della serie. La diminuzione delle visualizzazioni conseguente e l’aumento dei costi di produzione hanno convinto Netflix a cancellare la serie (Netflix non ti ho ancora perdonato). Per interpretare Takeshi Kovacs, Joel Kinnaman si è allenato per sei mesi, 5 ore al giorno, imparando diverse arti marziali per girare personalmente quasi tutte le scene di lotta senza controfigure. Le custodie sono state progettate come prodotti di lusso: ogni modello ha un design specifico, con materiali e dettagli che suggeriscono il prezzo e la provenienza.
Al momento del debutto (2018), la prima stagione è stata una delle produzioni più costose di Netflix. Si stima che ogni episodio sia costato circa 7 milioni di dollari, una cifra paragonabile a quella delle prime stagioni di Game of Thrones. Questo budget è servito a ricreare una San Francisco (Bay City) futuristica senza precedenti. Il corvo, l’hotel gestito dall’Intelligenza Artificiale Poe è un omaggio continuo a Edgar Allan Poe. Molti dei corvi che si vedono volare o decorare l’hotel non sono reali, ma modelli digitali inseriti per dare un tocco gotico a un mondo tecnologico.

Altered Carbon è una delle serie sci‑fi più visionarie e stilisticamente audaci degli ultimi anni. Ambientata in un futuro cyberpunk dove la coscienza può essere digitalizzata e trasferita da un corpo all’altro, la serie esplora cosa resta dell’umanità quando il corpo diventa un prodotto e la morte un problema… per i poveri.
La prima stagione è ambientata tre secoli nel futuro, in un universo dove le persone possono trasferire la loro coscienza da un corpo all’altro.Takeshi Kovacs è un soldato super addestrato di un reparto speciale che viene ucciso e condannato per un crimine su un pianeta lontano che si risveglia dopo 250 anni sulla Terra. Il protagonista è stato resuscitato dal ricco Laurens Bancroft per indagare proprio sulla sua morte che la polizia ha dichiarato essere un semplice suicidio. L’uomo è convinto di non essersi suicidato e ingaggia Takeshi Kovacs per indagare su quello che ritiene un omicidio.
Altered Carbon — Stagione 1
Cyberpunk elegante, violento e filosofico: un noir futuristico che colpisce forte.
Altered Carbon — Stagione 2
Più action, meno profondità: perde parte dell’identità che rendeva unica la prima stagione.
🎯 A chi è consigliato
Altered Carbon è perfetto per chi ama il cyberpunk elegante, filosofico e visivamente potente. La prima stagione è un noir futuristico di altissimo livello; la seconda cambia tono e perde parte della complessità che rendeva unico l’universo narrativo.
- Chi ama il cyberpunk ricco di idee e identità
- Chi cerca un mondo futuristico credibile e affascinante
- Chi apprezza temi su corpo, memoria e coscienza
- Chi vuole confrontare due stagioni molto diverse tra loro
⚖️ Pro e Contro
✔️ Punti di forza (S1)
- Estetica cyberpunk spettacolare
- Temi filosofici profondi
- World‑building ricco e coerente
- Atmosfera noir irresistibile
✔️ Punti di forza (S2)
- Buona azione
- Alcune idee interessanti sul passato di Kovacs
❌ Punti deboli (S2)
- World‑building molto ridotto
- Meno profondità tematica
- Atmosfera meno incisiva
🧿 Verdetto finale
⭐ Stagione 1: 9 / 10
⭐ Stagione 2: 6,5 / 10
Un universo cyberpunk affascinante e ricco di idee. La prima stagione è eccellente; la seconda cambia direzione e perde parte della magia.
The Expanse, Battlestar Galactica, Foundation, Il problema dei tre corpi, The Man in the High Castle, Altered Carbon e For All Mankind mostrano quanto la fantascienza moderna sappia esplorare il futuro da prospettive completamente diverse: politica interplanetaria, imperi millenari, crisi cosmiche, ucronie, identità digitali e corse allo spazio alternative.
Ognuna di queste serie amplia il genere in una direzione specifica, contribuendo a un panorama ricco, vario e sorprendentemente coerente. Guardarle significa attraversare tutte le anime della sci‑fi contemporanea: dal realismo duro alle speculazioni filosofiche, dalle derive distopiche ai grandi cicli storici.
🚀 Prossime Serie Sci‑Fi in Arrivo nel 2026
Star City
Spin‑off di For All Mankind, ambientato in una colonia orbitale. 29 maggio 2026 — Apple TV+
For All Mankind — Stagione 5
La timeline alternativa della corsa allo spazio entra in una nuova fase.
27 marzo 2026 — Apple TV+
Stagione 6 confermata
Stranger Things: Tales From ’85
Spin‑off animato ambientato tra S2 e S3. 23 aprile 2026 — Netflix
Star Trek: Starfleet Academy
Nuova serie ambientata nel XXXII secolo. 15 gennaio 2026 — Paramount+
3 Body Problem — Stagione 2
Il seguito dell’adattamento di Liu Cixin. 2026 — Netflix
Blade Runner 2099
Nuova serie nell’universo Blade Runner. 2026 — Prime Video
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